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Dodicino Trap (demo session)

Dallo spettacolo “STORIE CRUDELI – Lo spirito delle novelle toscane, oggi” alla Antica Fornace Agresti di Impruneta Lorenzo Degl’Innocenti canta in una sessione demo “Dodicino Trap” (di Garamanti – Degl’Innocenti). Il pubblico applaude e lo segue nella barra scritta per lui da Gianni Garamanti

Il trap

non mollare mai di Marco SerpieriQuesto brano, con una base musicale di prova per l’anteprima di Fornace Agresti, è una cosiddetta canzone trap.
Trap è un sottogenere musicale dell’hip hop e deriva dal southern hip hop del sud degli Stati Uniti. Questo tipo di musica è caratterizzata da testi cupi e minacciosi, che toccano temi di strada, criminalità e disagio, povertà e violenza.

Il termine “trap” deriva da Trap house, appartamenti abbandonati dove si preparano sostanze stupefacenti… trapping in slang malavitoso significa proprio spacciare.

 

Un po’ di storia della Trap

Cool Breeze, Dungeon Family, Ghetto Mafia e gli Outkast furono le prime star della trap nei Novanta. Poi arrivò anche il successo e la grande diffusione grazie a rapper come T.I., Young Jeezy, Gucci Mane, Young Thug, Migos, Future…
Quindi, per l’intuizione di Lex Luger che iniziò a scrivere barre per star come Rick Ross, Kanye West e Jay-Z, la trap arrivò al mainstream di Bejoncè, Lady Gaga e Katy Perry. Oggi, la musica trap ha deviato definitivamente il suo corso verso contesti meno di strada e molto più commerciali.

In Italia può bastare citare due nomi: il trap-king Sfera Ebbasta, noto per l’uso massiccio dell’autotune, e Ghali, la voce dell’integrazione. Un DNA molto più superficiale rispetto a quello americano. Di fatto una musica che ha invaso la rete e le radio facendo il verso al successo registrato oltre-oceano dai versi in rima di autentici e disperati poeti di strada.

Ma a volte, questi giovani e ricchi rapper di casa nostra presentano anche barre potenti. Come queste di Ghali contro l’islamofobia: Tu pensi che l’Islam sia l’Isis perché / Hai un amico marocchino/ E ti ha insegnato solo parolacce/ A mandare a fare in culo / E forse forse pure a dire grazie… (da “Wily Wily”, 2017).

[si ringrazia Alice Porracchio dal sito Sociologicamente.it]

 

I colori del tramonto – Dodicino trap

Per la novella di Gianni Garamanti Lorenzo veste i panni di chi ha vissuto la vicenda in prima persona, disperato e in strada, dormendo su un tetto di una discoteca di periferia, ben sapendo dei rischi della sua vita e dei suoi eccessi. Questo è il trapper che rappa a modo suo nel finale queste barre:

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