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Storie crudeli nello spirito toscano

Calvino divise le fiabe per Regioni. All’interno delle Regioni intravide per le sue fiabe origini ancora più locali. Definì allora distinzioni geografiche di zona, città, finanche di paesi. Se è vero che gli archetipi e i nuclei emotivi delle fiabe sono universali, è pur vero che l’interpretazione di queste storie è, di fatto, opera di popoli e comunità ristrette.

In Toscana, per esempio, le novelle sono ricche di invenzioni e si nutrono di una fantasia asciutta. I narratori toscani non si perdono mai dietro all’elemento meraviglioso o al soprannaturale, allo sdolcinato e all’eccessivo edificare. Operano con una malizia che sfocia quasi in cattiveria. Ma nel loro novellare ti fanno capire che il loro compito è proprio farti soffrire. S’intende… far soffrire l’ascoltatore per far capire meglio la lezione!

LE NOVELLE, OGGI

Oggi ci sono nuovi ascoltatori di novelle. Sono anche e soprattutto adulti, curiosi e appassionati. E siedono in teatro, sono toscani come i nostri avi e seguono Lorenzo Degl’Innocenti che racconta storie illustrate da Marco Serpieri sul fondale. Le storie sono state scritte da Vichi, Garamanti, Falchi e Carabba, crudeli come si ricordano solo i più navigati narratori e come richiesto a un narratore vero sul palco che è Lorenzo Degl’Innocenti.

Durante lo spettacolo si richiede di stare al gioco. Accettare l’ufficio del narratore con bonarietà, un po’ meno dell’allegria, ma con finale soddisfazione. Questo tipo di storie, in fondo, non delude mai perché conserva i fondamentali caratteri di immediatezza e vivacità della narratologia moderna. Piuttosto ti incollano alla poltrona e fanno sobbalzare…!

Per saperne di più sui testi e la scrittura di Anna Maria Falchi, Enzo Fileno Carabba, Gianni Garamanti e Marco Vichi…

(da sx) Vichi, Carabba, Falchi, Garamanti, Serpieri, Degl’Innocenti, Gentileschi

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